IL NEURO TRAINING

Il Neurofeedback è un modo per allenare l’attività cerebrale; è un biofeedback per il cervello che si fonda sulla plasticità sinaptica, cioè sulla capacità biologica del cervello di modificare e riorganizzare le connessioni neurali in base all’apprendimento e all’esperienza.

Per capire il neurofeedback, va prima di tutto compreso il concetto di onde cerebrali.

Le onde cerebrali sono gli impulsi elettrici prodotti dalla comunicazione tra neuroni e ci dicono molto su come ci sentiamo e come funzioniamo, sulle nostre abitudini mentali, i livelli di stress, l’umore e la funzionalità cerebrale complessiva.

Il nostro profilo cerebrale e la nostra esperienza quotidiana del mondo sono inseparabili. I ritmi cerebrali si modificano continuamente in base a ciò che stiamo facendo e sentendo. Quando le onde cerebrali più lente sono dominanti possiamo sentirci stanchi, lenti, pigri o sognatori. Quando invece ci sentiamo ingaggiati o in allerta sono le frequenze più alte a dominare.

Utilizzando sensori sul cuoio capelluto, è possibile misurare e monitorare questa attività. Con software specifici di analisi dei dati (QEEG), possiamo identificare quale specifica attività correla con i sintomi riportati. Una volta conosciute le aree di interesse, è possibile creare veri e propri training di neuromodulazione finalizzati al riequilibrio dell’attività cerebrale.

Questa forma di allenamento permette al soggetto di modificare la propria attività EEG nella direzione desiderata, la quale corrisponderà al raggiungimento di modificazioni sintomatologiche, cognitive e/o comportamentali oggettivamente rilevabili e stabili nel tempo

In concreto quello che avviene durante una sessione neurofeedback, è un confronto, in tempo reale, tra l’attività cerebrale attuale e quella desiderata. Ogni volta che i parametri selezionati si avvicinano all’attività desiderata, il cervello riceve una ricompensa (feedback) con una risposta positiva sullo schermo di un computer, di solito sotto forma di videogiochi, musica o film.

Ad esempio se un filmato viene riprodotto, è perché il cervello si sta avvicinando allo stato desiderato; quando invece il film si ferma, è perché il cervello si sta dirigendo nella direzione opposta.

Proprio come gli esercizi fisici sviluppano muscoli specifici, più il cervello è esercitato a raggiungere un assetto più confortevole ed efficiente, meglio lo raggiunge. Come per l’apprendimento di qualsiasi nuova abilità, richiede tempo e ripetizione.

Il trattamento viene specificatamente modellato sulle caratteristiche individuali, peculiarità che lo rende uno strumento utilizzabile in una vasta gamma di situazioni, tra le quali:

  • Trattamento di numerosi disturbi dell’umore, fobie e patologie legate a deficit cognitivo-attentivi
  • Miglioramento delle prestazioni atletiche e sportive
  • Gestione dello stress e aumento delle risorse cognitive in ambito lavorativo e scolastico.

È ormai riconosciuta anche a livello istituzionale l’imponente mole di ricerche condotte che supportano la validità di questa tecnica. Gli autori hanno concluso che il Neurofeedback può essere considerato trattamento evidence based per varie patologie oltre che per la massimizzazione delle risorse che il nostro cervello possiede.

Infine è importante sottolineare che come i farmaci si rivolgono al dominio chimico del cervello, il neurofeedback interviene su quello elettrico, caratterizzandosi come una valida alternativa al trattamento farmacologico. In questo senso, il neurofeedback può essere propedeutico al trattamento psicoterapico oppure parallelo allo stesso: tale scelta clinica va costruita su un’attenta diagnosi dei pazienti che arrivano in consultazione.